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19
Giu 08
h. 11.00
L'articolo
ovviamente, quando a indicazioni operative,
impegna solo l'autore (BorsaPlus).
Non sono scomparso.
E
il solito periodaccio: dichiarazioni, bilanci,
ICI che in zona cesarini cambia (ma in compenso
sulle prime case non si paga più),
soliti adempimenti divenuti ormai più
frequenti (gli F24 tolgono molto tempo)
non lasciano molto tempo alla borsa.
Allindomani
della solita tornata di trimestrali ho dato
unocchiata ad una ventina di esse:
a parte qualcuna (Buzzi e Prysmian) ho visto
una caratteristica comune: i margini rallentano,
gli utili dimuiscono; se mai aumentano in
termini assoluti diminuiscono in termini
di ritorno sul fatturato; insomma ci si
ricava di meno.
Non
mi sembra una bella spia ed i corsi azionari
sembra abbiano replicato le perfomance delle
trimestrali, non mi azzarderei a dire se
in maniera definitiva, visto che siamo ancora
al primo scorcio di anno e ci sono ancora
tre trimestri che determineranno le sorti
di questo esercizio.
Gli
anni passati mi ricordo che ogni volta vedevo
una trimestrale sembrava scientifico vedere
i margini crescere: oggi no.
Vedendo
che landazzo è questo molta
voglia di parlare e scrivere passa: in assenza
di un trend in crescita saltano molte considerazioni
e si rischia di parlare del latte versato.
E
naturale ragionare e fare previsioni vedendo
un bilancio connotato da fattori in crescita;
viceversa gli stimoli mancano quando allorizzonte
ci sono tuoni e fulmini quali:
la
dimunizione del dollaro: chi è esposto
con la valuta USA sono problemi, sopratutto
se i costi sono per la maggior parte denonimati
in valuta europea: cosa è successo
nei corsi azionari di alcune società
internazionalizzate (io mi ricordo quelle
cemetifere e qualcuna del lusso in particolare)
lo abbiamo visto tutti. Qualche società
come Brembo ha approfittato della situazione
per fare shopping negli USA.
Aumento
del petrolio e con esso aumenteranno i costi
di produzione e dei servizi; se poi si è
anche esposti col dollaro
non mi intendo
di futures ma sulloro nero sembra
che la speculazione finora sia andata oltre
i fondamentali i cui segnali non sembrano
catastrofici da poter giustificare gli attuali
livelli di 140$ al barile; Iran ed Arabia
due mesi fa stoccavano le scorte in mare
tanto ce nera di oro nero.
Una
delle poche cose che ricordo della scuola
era che laumento del petrolio porta
effetti traslativi sui prezzi dei prodotti
di largo consumo e ciò comporta un
minor potere di acquisto delle famiglie,
quindi cazzate e cazzatine vengono sacrificate
(almeno nelle teorie economiche perchè
se vai a vedere i bilanci di Lottomatica,
Dada e Buongiorno sembra che la gente non
mangia pur di giocare la schedina e di avere
la suoneria della bella topolona) a scapito
dei bisogni primari: vedremo se alla fine
sarà così di certo adesso
tanti titoli del superfluo sono bastonati
a più non posso.
Aumenta
il costo del denaro: quelle società
che fanno ricorso a capitali di terzi in
maniera massiccia (adesso mi ricordo solo
Seat) vedranno la parte bassa del conto
economico appesantirsi.
Forse
mi scordo qualcosa ma ho come la sensazione
che attualmente e fino alle prossime trimestrali
i corsi azionari saranno influenzati dalle
attese dei dati e dal quadro macroeconomico.
Per
quanto mi riguarda sono fuori dai giochi,
liquido, totally cash da un pezzo: i numeri
adesso non mi piacciono, locchiata
quotidiana alle azioni la continuo a dare,
dire che non entrerò fino alle prossime
trimestrali non ci giurerei manco morto,
ma di massima sto lì ad assistere.
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