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6 Mar
08 h. 16.50
(seguito)
...
Certo è
che vedere quel valore di libro (BVPS cioè
il patrimonio : n° azioni) a 4,23 euro
confrontato con gli attuali corsi azionari
di 2,95 euro potrebbe far venire più
di una tentazione in ottica di medio lungo
periodo, magari col "confortevole"
dubbio che gli attuali corsi inglobano già
uno scenario da recessione non certo derivante
dalla debolezza del dollaro visto che De
Longhi ha costi denominati in dollari tendenzialmente
per 200 mln ed eventuali deprezzamenti della
moneta USA giocherebbero a favore di una
migliore marginalità; casomai il
problema potrebbe essere la concorrenza
ed un maggior costo delle materie prime
che fino ad adesso - per intenderci fino
alla trimestrale di settembre - non sembra
esserci stato; ovvio poi che il mercato
non sconta quel che è stato ma fa
le sue anticipazioni dal 2008 ed oltre...rimane
il quesito - come per tanti titoli in questo
periodo - se il "brutto" sia già
scontato negli attuali corsi.
Guardando la composizione azionaria l'appeal
cala: il flottante in circolazione non permette
una eventuale scalata sul titolo: oltre
alla holding lussemburghese The Longhi col
75% vi è la presenza di due SGR con
circa il 2% ciascuno.
DCF MODEL
Assumptions:
Free risk rate: 4,20% direi nella norma
di un investimento a rischio zero.
Risk market: 8,00% (dato da rischio rsichio
specifico al 4% e rischio settoriale al
4%) ho alzato il tiro rispetto ad un 6%
che avrebbe comportato una valutazione più
generosa (tendenzialmente a 5,00 euro senza
toccare gli altri assumptions).
Beta: 1,20%; qualcuno potrebbe obiettare
che il beta prospettico a 30 mesi (fonte
Il Sole 24 Ore sabato 1 marzo) è
pari a 1,00 (più favorevole: valutazione
a 4,50 euro); considerando il periodo è
meglio fare i cattivi.
Composizione delle fonti: 65% mezzi propri
- 35% mezzi di terzi che più o meno
è quello che si può immaginare
per fine anno.
Costo dei capitali di terzi: 7,00% (vedi
anche trimestrale la composizione degli
oneri finanziari e la media esposizione
finanziaria); il dato è al lordo
dell'imposizione fiscale.
Tax rate:
40%
Tasso di
crescita perpetua "g": 1,25% roba
da aggiornamento listino prezzi; non me
la sento di giustificare tassi più
alti (solitamente negli studi societari
dal 2% al 3% senza giustificazioni di sorta
se ne vedono tanti).
Crescita
fatturato: dal 6% annuo fino al 2009; 5%
fino al 2011; 4% fino al 2013; 3% fino al
2015; nel periodo settembre 2007 - settembre
2006 i ricavi sono aumentati dell'11% ma
qui si vuole essere prudenziali.
Wacc: con
tali assumptions esce un costo medio dei
capitali impiegati del 10,45%...il ROI come
detto appare appena sufficiente a coprirlo...se
assumiamo questo dato non c'è quindi
abbastanza "sovrareddito" per
remunerare la proprietà e finanziatori
oltre il costo dei capitali impiegati rappresentati
appunto dal patrimonio e dai finanziamenti.
Ho assunto
inoltre:
- ammortamenti per 40-42 mln
- accantonamenti per 5 mln : in passato
erano maggiori, anche più del doppio,
ma visto l'impatto della normativa sul TFR
è meglio dimezzarli se non addirittura
non tenerne conto.
- investimenti per 40-42 mln: come da galateo
se tanti sono gli ammortamenti che costituiscono
autofinanziamento...
- variazione del Capitale Circolante Netto
(rimanenze, crediti e debiti ed altre voci
non finanziarie della gestione corrente)
negative per 45mln;
La valutazione finale è di 3,70 euro
(comunque sotto il valore di libro) con
un potenziale upside del 24% rispetto agli
attuali corsi azionari pari a 2,95 euro.
A 3,70 euro
corrisponderebbe un PE 2007 di 16X per il
e 14,30X per il 2008: non a sconto in quanto
16X sembra essere la misura giusta a meno
che gli utili futuri non crescano ad un
tasso più elevato.
Certo è meglio di una Beghelli i
cui corsi attuali non trovano giustifcazioni
fondamentali (siamo ad un Pe oltre i 23X
ed un Ev/ebitda oltre i 13X con ROE al 8%
e ROI 7%).
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