|
15 / Ott
/ 07
h. 12.00
Ho
deciso di concentrare ancora una volta gran
parte della nostra attenzione su S&P 500
che rimane l'indice di riferimento per quanto
riguarda i mercati azionari e merita di
essere seguito con attenzione anche da chi
si occupa degli altri indici ovvero dei
singoli titoli.
Dalla
figura focalizziamo ancora una volta l'avvenuta
rottura dei massimi storici, avvenuta nella
giornata di giovedì, e la successiva negazione
della stessa, che ha portato la chiusura,
avvenuta al di sotto di detti massimi. La
seduta di venerdì ha poi portato il famoso
recupero, avvenuto tuttavia su volumi molto
bassi, che rivelano qualche incertezza nell'assunzione
delle posizioni al rialzo, evidenziata anche
dalla chiusura avvenuta ancora al di sotto
degli stessi.
Il
tema più importante che ci troviamo quindi
davanti è capire se il mercato sia formando
una macro area di congestione (trading range)
tra i massimi appena testati e i minimi
raggiunti il 16 agosto (a questo proposito,
vi rimando all'interessante articolo pubblicato
ieri sul pranzo di Bernanke del 16 Agosto
con il Segretario del Tesoro e gli interrogativi
che ha sollevato). Come si nota chiaramente
dalla figura, esaurito il movimento al rialzo
dei minimi estivi che ha portato il mercato
nella zona dei massimi storici, si tratterà
di osservare con attenzione se i prezzi
si porranno al di sopra di detti massimi
con la convinzione necessaria per mettere
a segno un'altra gamba rialzista e quindi
confermare il proseguimento del mercato
al rialzo. L'altra ipotesi, che è necessario
tenere presente, è quella di un ritorno
verso i minimi che ci permetterebbe di classificare
l'area evidenziata come effettivo trading
range.
Concentro
le nostre attenzioni sull'S&P 500 future
(ES), poiché settimana scorsa, proprio nella
giornata di giovedì, abbiamo avuto modo
di vedere come il suo raggiungimento dei
massimi storici abbia generato un enorme
attenzione negli investitori, confermata
anche dal fatto che i future sugli altri
indici azionari da noi seguiti continuino
chiaramente a far riferimento a questo indice
per i loro movimenti. Come è molto chiaramente
nella seconda parte della giornata di giovedì,
quando innescato il deciso ritracciamento.
A
tal proposito giova osservare, sempre dal
grafico postato sopra, come lo stesso ritracciamento
abbia lasciato aperto il gap al rialzo che
il 5 ottobre ha aperto la via al superamento
dei massimi storici. Questo è traducibile
con una mancata convinzione anche da parte
dei ribassisti che, come evidenziato anche
dalle analisi del Market Profile proposte
sabato, ci fa classificare la discesa come
una liquidazione di posizioni long, piuttosto
che l'apertura di nuove posizioni short
che avrebbero certamente colmato il gap.
Ecco
quindi che due livelli importantissimi da
monitorizzare a breve risultano essere quei
1579,25 dei massimi storici superati giovedì,
ma non ancora confermati, insieme all'eventuale
chiusura del gap rialzista del 5 ottobre,
che avverrebbe a 1552,25.
|