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Speciale crisi borse
Grandi e piccoli investitori nel vortice delle vendite, a volte delle liquidazioni come nel caso di Bear Stearns

di LPF (Luciano Priori Friggi)


17 Mar 08 h. 16:00

Lunedi di forti emozioni per gli investitori. Ha cominciato venerdi l'America con una chiusura molto negativa, oltre il 2% di ribasso.

Questa mattina Tokyo ha chiuso con oltre il 3,5%. A preoccupare le borse e' la crisi di liquidita' che sta colpendo con rinnovata forza il sistema finanziario americano. Venerdi e' stata la volta di Bear Stearns, specializzata nelle obbligazioni legate ai subprime. Questo titolo quotava ai primi di quest'anno ben $172.61, venerdi $30 e oggi poco o niente.

Come e' possibile una cosa del genere? Semplice, se all'improvviso scattano i riscatti per un perdita di fiducia degli investitori non c'e' santo che tenga, si chiude e basta, per mancanza di liquidita'. E' il caso di Bear Stearns. Ora dietro ai mutui ci sono case e qualcuno magari, come e' accaduto negli ultimi tempi per i tassi accresciuti, non paghera' le rate, ma non e' che le case scompaiono. E' insomma solo o prevalentemente un problema di liquidita'. Ecco perche' la Fed ha deciso questa notte di abbassare di nuovo di un quarto di punto il tasso di sconto, portandolo al 3,25%. E magari domani interverra' sui Fed Funds, i tassi interbancari a breve. Intanto pero' c'e' da risolvere il problema Bear Stearns, sull'orlo del fallimento.

Che fare? Far fallire una banca magari sana (se si esclude la momentanea mancanza di liquidita?)? No, non si puo', ormai per convinzione unanime. Nazionalizzarla? In America neanche questo si puo', perche' lo stato deve restare fuori dall'economia e dalla finanza. E allora? Allora la Fed ha praticamente obbligato J.P. Morgan, la banca d'affari che sembra molto solida, ad acquistarla. Il prezzo offerto e' stato $2 (in realta' si offrono azioni della banca acquirente). E se nell'operazione (che si sviluppera' nell'arco dell'anno) c'e' bisogno di liquidita' la Fed non esitera' a fare da sostegno.

J.P. Morgan potrebbe anche aver fatto un ottimo affare: i mutui negli Usa continuano ad essere pagati, checche' se ne dica. Sono le obbligazioni ad essi legate che ora nessuno vuole piu'. Ma se le acque tornano calme qualche valore dovranno pur averlo.

La crisi e' insomma finanziaria perche' dal lato corporate (obbligazioni emesse dalle aziende) il problema non sussiste.

Intanto la borsa americana ha aperto e la situazione, almeno, per ora, e' sotto controllo.

 
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