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20 / ott
/ 07
Dopo il
venerdi dalle tinte fosche ci sara' un lunedi
nero?
Venerdi il
Dow nel pomeriggio ha accelerato
al ribasso finendo col perdere 366 punti,
in percentuale -2.6%,
a 13,522. S&P 500 ha chiuso a 1,500.63,
perdendo 39.45, in percentuale -2.56%
. Il Nasdaq Composite Index ha chiuso
a 2,725.16, perdendo 74.15, in percentuale
-2.65%.
Su base settimanale
il Dow ha perso il 4.1%,
lo S&P il 3.9%
e il Nasdaq il 2.9%.
Molti commentatori,
anche americani, si sono -come c'era da
aspettarsi- buttati sulla similitudine con
il 1987. Del resto le date coincidono e
coincidono anche con molti altri fine ottobre
difficili, a cominciare da quello
del citatissimo '29. Nel 1987 la borsa arrivo'
a perdere in un solo giorno il 20%. Ma se
la storia si ripete, mai lo fa in modo esatto.
Questa volta ci sono diversita' soprattutto
dal lato dei fondamentali. Allora, nell'
87, il problema era la corsa al rialzo dei
tassi. La paura porto' a liquidare in poche
ore gli assett in modo incontrollato per
mancanza di compratori. Situazione tipica
da panico.
Oggi il problema
dei tassi e' stato disinnescato. Ovviamente
i rialzi consecutivi degli ultimi anni avevano
creato una situazione difficile per il settore
del credito. Tuttavia nessuno ha inventato
un rimedio diverso dall'innalzamento dei
tassi a fronte di una corsa a indebitarsi
in presenza di tassi appetibili. E' cosi'
in America, in Italia, dappertutto. Da noi
il mercato immobiliare ha vissuto una delle
stagioni piu' folli che si siano mai viste.
Ma tutti parlano dell'America. Perche'?
Perche' cosi' e' il sentiment. Essere
antiamericani da noi e' una specie di status
symbol, qualcuno crede anche di essere cosi'
piu' dalla parte del giusto, dell'onesto,
del pulito e chi piu' ne ha piu' ne metta.
E cosi' ci tocca sorbirci ogni giorno analisi
strampalate di commentori della domenica
sempre alla ricerca di manovre "oscure",
manipolazione dei mercati, ecc. Il fatto
che poi -tanto per dirne una- magari loro
stessi, un familiare, un amico, abbiano
comprato per se' un mutuo -come tutti- perche'
era a tassi bassi, quello ovviamente non
conta. E anche qui in Italia siamo pieni
di mutui che non si riescono piu' a pagare.
Sono uscite le statistiche in questi giorni.
Proprio oggi
sono andato a sentire con grande piacere
un grande trader (che conosco bene e che
mi ha fatto piacere rivedere) che ha vissuto
a Londra -ai massimi livelli- tutte le piu'
decisive stagioni degli ultimi vent'anni,
dietro la scrivania di una sala operativa
cambi. Raccontava "sapete chi muove
i cambi? Dei giovani appena laureati che
vengono messi di fronte a un computer senza
che conoscano niente, niente analisi tecnica,
niente grandi teorie o grandi sistemi di
trading, niente". Gli si dice "porta
a casa un risultato positivo, come e' affar
tuo". Se va va se no dopo qualche settimana
il novello trader si prende le sue cose
e abbandona il campo a orecchie basse. Come
opera questo cambista? Guarda il minimo
e il massimo della notte (i cambi girano
24 h.) e se il mercato supera il massimo
comprano e viceversa. Se il mercato non
va nella direzione desiderata rovesciano,
raddoppiando, la posizione. Prima o poi
ci prendono. Quando
qualcuno gli ha chiesto "ma i cambi
non sono manovrati, ecc. ecc.?". Risposta:
"Manovrati? E da chi? Nessuno ha le
risorse per manovrare un cambio. Stiamo
parlando dei maggiori ovviamente".
Torniamo
a noi. Poiche' nessuno manovra per pelare
i soliti buoi guardiamo meglio a cio' che
conta veramente. Oggi i tassi in America
sono stati ribassati, e non c'e' pericolo
a breve che siano ulteriormente alzati,
come nel 1987. Un crack di borsa pero' puo'
sempre capitare. Cosa lo puo' innescare
in questo momento? Una grave crisi internazionale.
Pochi hanno messo in rilievo che Bush in
settimana ha tenuto una conferenza stampa
straordinaria in cui ha detto che se l'Iran
avra' il nucleare si rischia una terza guerra
mondiale. E lo ha detto determinato, senza
possibilita' di discussione o di interpretazione.
Da notare poi che proprio oggi, sabato,
l'incaricato iraniano per i problemi dell'energia
si e' dimesso e i commentatori politici
hanno ritenuto che questo sia indice di
un irrigidimento del governo. In contemporanea
in questi giorni il gran protettore degli
iraniani, Putin, ha sbandierato ai quattro
venti la decisione di riprendere la corsa
agli armamenti e di potenziare il proprio
arsenale nucleare con nuove fantastiche
armi, ovviamente offensive.
Unica nota
inquietante: anche nel 1987 c'era in ballo
la crisi iraniana (per leggere cosa successe
esattamente si puo' scaricare un dibattito
in PDF su Greenspan dove parlo diffusamente
dell'argomento clicca
qui. Avvertenza, allora ero convinto
che il dollaro avrebbe retto cosa che in
effetti fece nel breve/medio. Del lungo,
come si sa, nessuno conosce in realta' niente).
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