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24 / sett
/ 07
L'indice
della volatilità VIX, da qualcuno
ribattezzato "indice della paura",
mostra segni di rilassamento. Dopo le convulse
giornate di agosto -che hanno registrato
valori superiori alla norma- l'indice sta
rientrando infatti gradualmente in una zona
piu' tranquilla.
Ricordiamo
che l'indice (Usa) registra il sentiment
degli investitori riflesso nelle opzioni,
che trovano linfa nella volatilita'.
I livelli
di agosto non venivano raggiunti da molto
tempo. Nel Giugno 2006 si arrivo' a 24 circa.
Tra l'autunno scorso e l'inizio dell'estate
di quest'anno era prevalsa invece una certa
"compiacenza", come si suole dire,
cioè la convinzione che non ci fossero
grosse novità all'orizzonte.
Quando l'indice
si muove freneticamente al rialzo (come
nell'agosto 2007), quando ha superato quota
35, segnala un aumento dell'incertezza che
puo' riflettersi in pesanti ribassi. Per
rendersene conto basta dare un'occhiata
al primo grafico sottostante che visualizza
la situazione prima durante e dopo la fase
di effervescenza del rialzo delle borse,
culminato nel 2000. I forti ribassi seguiti
ai massimi del 2000 sono ben rappresentati
dal Vix del 2001/2002/2003. Mentre il lungo
rialzo azionario successivo vede il Vix
su livelli bassissimi. Il ritorno della
volatilita' sui livelli del 2002 deve rappresentare
quindi un campanello di allarme.
In parole
povere si tratta di ridurre l'arco temporale
dell'investimento, almeno finche' la crisi
attuale (un classico, nonostante le specificita')
non abbia sviluppato tutti i suoi effetti.
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