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21 Ag 2007
Lunedi
20 agosto si e' assistito ad un crollo dei
rendimenti dei titoli di stato a tre mesi
statunitensi che supera in termini assoluti
quello del 2001 e si avvicina a quello del
1987!
Cio' che
e' accaduto ieri ha per certi versi dell'incredibile.
Negli Usa gli operatori specializzati operativi
nell'investimento monetario sono stati concordi
nell'affermare che niente di simile era
mai avvenuto sotto i loro occhi. Ma
per rendere meglio l'idea e' bene citare
subito i numeri: il titolo del tesoro a
tre mesi (The three-month Treasury bill
yield) ha ceduto in un colpo solo 0.62 punti
base (ma con un picco intraday di ben 107
punti) chiudendo a 3.05% (chiusura precedente
3.67%; in termini percentuali il ribasso
e' rimarchevole: -16.89%). Si tratta della
perdita maggiore dal 20 Ottobre 1987. In
quell'occasione -in concomitanza con il
crash di borsa- si ebbe una caduta di 85
punti base. Di gran lunga minore fu la perdita
del 13 Settembre 2001 quando, dopo l'attacco
alle torri gemelle, la
perdita del T-bill fu di 39 punti base.
E' bene sottolineare comunque che il livello
dei tassi nelle due occasioni ricordate
era molto diverso: prima del crollo di borsa
dell'ott. 1987 il rendimento era del 7%,
mentre era del 3.2% nel sett. 2001, prima
dell'attacco terroristico.
E' chiaro
che il mercato e' in fibrillazione. Dopo
che la Fed ha abbassato di mezzo punto il
tasso di sconto (regola le operazione di
rifinanziamento delle banche private presso
la banca centrale), portandolo da 6.25%
a 5.75%, l'attesa si e' concentrata su di
un prossimo ribasso anche nei Fed funds
(i tassi interbancari), il principale punto
di riferimento per tutto il sistema dei
tassi. I Fed funds sono ora al 5.25%.
Certamente
vedere i rendimenti dei bill oscillare
come se si trattasse di un'azione internet
di 5/6 anni or sono fa una certa impressione.
E' opinione di chi scrive che sarebbe meglio
quindi rimanere guardinghi e -se si e' liquidi-
non affrettarsi a entrare sul mercato.
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