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4 Ag 2007
Venerdi
a mettere in crisi i mercati ci ha pensato
Bear Stearns.
La banca
d'affari americana Bear Stearns venerdi
e' stata continuamente sotto pressione e
al termine della seduta ha finito in forte
perdita: -6%.
Il titolo
e' partito pesante, ha recuperato dietro
le assicurazioni del management circa le
disponibilita' liquide e poi ha ceduto di
nuovo quando Standard & Poor's ha rivisto
la prospettiva della banca da 'stabile'
a 'negativa'.
A rendere
inquieti gli investitori e' stato poi il
direttore finanziario Sam Molinaro quando
ha dichiarato che le condizioni attuali
sul mercato dei crediti erano "le peggiori
mai osservate degli ultimi due decenni"
e che la loro crisi potrebbe avere delle
consequenze piu' gravi della bolla internet
del 2000. Il direttore ha poi detto che
probabilmente la redditivita' del gruppo
sara' salvata dall'azionario. La casa d'affari
ha due hedge funds in default e un terzo
con i riscatti bloccati. Non
sono mancate tuttavia assicurazioni sulla
solidita' del gruppo, convinzione
supportata dall'esposizione sul mercato
dei crediti definita "moderata e sotto controllo".
Bear Stearns,
per le cose appena dette, e American Home
Mortgage (-52%) ognuna per la sua parte
hanno tirato giu'
il mercato. American Home Mortgage, presente
sul mercato 'mutui subprime' ad alto rischio
e' quotata oggi in borsa a 0,7$ ed e' praticamente
fallita (per ora ha annunciato che dei 7.400
impiegati di fine dicembre 2006 ne resteranno
in azienda solo 750).
L'Ism dei
servizi debole e il tasso di disoccupazione
salito al 4,6% (dal 4,5% in giugno) hanno
contribuito a deprime ulteriormente il mercato
che ha visto il Nasdaq perdere in chiusura
di settimana il 2,51% e S%P500 il 2,66%.
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