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1 Ag 2007
Proviamo
a vedere cosa sta succedendo dal punto di
vista dei fondamentali.
Partiamo
dai dati di ieri: la fiducia dei consumatori
era attesa per luglio a 105 mentre e' salita
a 112.6 (105.3 in giugno). L'indice PMI
(Purchasing Managers Index) del NAPM si
e' sceso in luglio a 53,4%, contro 60,2%
in giugno. Gli analisti prevedevano un ribasso
piu' moderato, 58,4%.
Nel primo
caso la fiducia deve registrare valori sopra
100 per mantenersi in zona di positivita';
nel secondo caso il PMI deve restare al
di sopra del 50% per segnalare un'espansione
dell'attivita' manifatturiera, mentre se
scende al di sotto segnala contrazione.
La fiducia
e' una rilevazione della psicologia del
consumatore, il PMI e' un dato effettivo.
L'indice
dei prezzi PCE "core", ovvero senza gli
alimentari e l'energia, e' in rialzo di
+0,1% contro +0,2% delle attese. Su un
anno, l'indice preferito della Fed per misurare
l'inflazione avanza di +1,9%, e rimane dunque
nella zona ritenuta virtuosa dalla banca
centrale Usa: 1%/2%.
E' cara la
borsa Usa? Secondo i parametri degli utili
no. Il P/E (Price/Earning, Prezzo/Utili)
e' pari 15.50 circa e quindi e' all'interno
della fascia intermedia di oscillazione.
Anzi, se guardiamo al P/E medio degli ultimi
anni saremmo probabilmente a sconto. Le
313 società del S&P 500, dal punto di vista
degli utili, si sono comportate discretamente
(nel secondo trimestre dell'anno +9,7% (gli
analisti si aspettavano la meta'). Le previsioni
degli utili vedono per quest’anno un aumento
del 9% e dell’11% nel 2008. Allora?
Allora ci
sono i tassi che crescono e che hanno
messo in crisi una fascia piccola di utilizzatori
dei mutui ipotecari, quella piu'
a rischio -i cosiddetti "mutui subprime"-
perche' erogati praticamente senza garanzie
e quindi ad alto rischio di insolvenza.
Cosa si teme?
Che dopo questo comparto arrivi la crisi
dell'intero settore dei mutui e quindi che
tutto questo si rifletta nel mercato finanziario
nel suo complesso.
Che fare
per fermare l'effetto domino? Domanda inutile.
Non siamo di quelli che vorrebbero dire
alla Fed che cosa dovrebbe o non dovrebbe
fare. Non siamo cosi' presuntuosi. E forse
perche' abbiamo qualche conoscenza di economia
non "fai da te" e di cicli economici,
e anche perche' godiamo di una lunga esperienza
sui mercati finanziari, pensiamo che tutto
questo era si' prevedibile ma inevitabile.
L' "indice
della paura", il Vix (che misura
la volatilita') sta salendo oltre la normale
fascia di oscillazione. In un mercato che
un giorno sale dell' 1% e quello dopo scende
della stessa misura dire compriamo che l'occasione
e' ghiotta ci sembra azzardato.
Per entrare
nel mercato in forze bisogna attendere che
alcuni fattori si stabilizzino. Per entrare
selettivamente ci vuole professionalita'.
Mentre ridurre qualche posizione in acquisto
rientra nella normale prudenza.
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