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08 / sett
/ 07
Per capire
meglio cosa succede sui mercati finanziari
di questi tempi e'
opportuno ricordare la storia di un Hedge
Fund, il "Long Term Capital Management"
(LTCM).
Gli Hedge
Fund sono fondi di investimento speculativi,
che fanno utilizzo di tecniche e strumenti
di gestione avanzati, che i normali fondi
comuni non possono adottare per per motivi
regolamentari - fondamentalmente perche'
e' sono troppo rischiosi.
Ad esempio, gli Hedge Fund possono "vendere
allo scoperto", scommettendo sui ribassi,
operazione che non e' in genere permessa
ai fondi comuni normali. L'alto rischio
per l'investitore a'¨ evidenziato anche
da vincoli patrimoniali molto elevati per
i partecipanti, imposti per legge. La legge
americana prescrive che gli investitori
abbiano un patrimonio di almeno un milione
di dollari o entrate nette per oltre 200.000
dollari. Ciononostante, gli Hedge Fund possono
in genere essere abbastanza sicuri di chiudere
in attivo, in quanto sono le vere "mani
forti" in grado di condizionare i mercati:
si stima infatti che il
patrimonio gestito (e movimentato dai mercati)
dagli hedge fund sia stato nel 2006 complessivamente
di circa 1.900 miliardi di dollari (1.900.000.000.000$),
una cifra superiore al PIL dell'Italia (che,
se vi interessa, nel 2006 era equivalente
a circa 1.850 miliardi di dollari).
Il Long-Term
Capital Management (LTCM) era stato
fondato nel 1994 da John
Meriwether (ex-Salomon Brothers)
e tra i dirigenti c'erano Myron
Scholes e Robert
C. Merton, che hanno ricevuto il
Nobel per l'economia nel 1997, e sfruttava
complesse tecniche matematiche per produrre
guadagni significativi. E infatti all'inizio
i riusultati sono stati decisamente significativi,
con guadagni
di oltre il 40% annuo. Questo grazie
anche al fatto che a inizio 1998, il LTCM
aveva un capitale di circa 4,72 miliardi
di dollari, e aveva ottenuto prestiti per
125 miliardi: in altre parole, usava una
leva di fattore di circa 27.
Nel 1998, pero' le cose si guastarono, a
causa di alcuni eventi non previsti dai
modelli matematici (la crisi in Asia e Russia).
Non un dramma per il fondo di per se', ma
i guadagni non erano certamente ai livelli
degli anni precedenti. Molti
investitori del fondo pero' ne uscirono,
riducendo il capitale del fondo.
Ma l'hedge fund non poteva disinvestire
altrettanto velocemente, ed a un certo punto
si trovo' ad operare con un fattore
di leva di 55. Che puo' essere interessante
se si guadagna, ma espone a rischi enormi.
Per capirci, se
investo 100 e la borsa va su del 2% ho piu'
che raddoppiato il mio capitale. Ma se invece
la borsa va giu' del 2% ho perso piu'
del mio capitale. Ed e' quanto
alla fine avvenne, perche' per citare Keynes,
a'¨ vero che tendono verso posizioni razionali
e quindi possono essere prevedibili con
adeguati modelli matematici, ma "i
mercati possono rimanere irrazionali piu'
a lungo di quanto uno possa rimanere solvibile".
Per evitare un collasso dei mercati, e'
dovuta intervenire pesantemente la FED,
che ha di fatto praticamente espropriato
LTCM e organizzato un salvataggio assieme
ai creditori. L'alternativa sarebbe stata
la liquidazione delle proprieta' di LTCM
che avrebbe causato ripercussioni a catena
difficilmente valutabili.
Quello
che si temeva la settimana scorsa,
e che e' un rischio ancora presente finche'
non verra' migliorata quantomeno la trasparenza
del sistema,
e' che capitasse qualcosa di simile, magari
a piu' di un hedge fund, cosa che
avrebbe reso piuttosto difficile il salvataggio.
L'elemento aggiuntivo di rischio e' (o era,
speriamo) dovuto anche al fatto che molti
fondi e banche per regolamento devono utilizzare
degli stop-losses, cioe' quando la
perdita su un certo titolo supera una certa
soglia devono venderlo. Pero' questo ha
un effetto indesiderato:
siccome le quantita' di titoli detenute
possono essere significative, una loro vendita
"in massa" puo' avere effetti significativi
sul prezzo del titolo, trascinandolo ancora
piu' in basso, rischiando inoltre di far
scattare altri "stop-losses" di altri soggetti,
scatenando una reazione
a catena che puo' potenzialmente
essere estremamente nociva.
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