Il “grillino” Colletti attacca duramente Letta in Parlamento e viene redarguito da Pd e Pdl

30 aprile 2013
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Quello che segue e’ la trascrizione dell’intervento del deputato Andrea Colletti del movimento 5 stelle del 29 apr. scorso, nel corso del dibattito sulla fiducia al governo Letta. Come si vedra’ dal filmato, Colletti ha suscitato vive reazioni, in particolare nel PD, un cui membro, Ettore Rosato, ha preso subito dopo la parola per denunciare l’intervento del “grillino”, colpevole di aver mancato di rispetto -a suo dire a termini di regolamento- ai colleghi e al governo. Anche Barbara Saltamartini del “Popolo della liberta’” interviene per stigmatizzare le parole di Colletti, puntando il dito in particolare contro la conduzione del dibattito da parte del presidente della seduta (vice-presidente Di Maio), reo di aver permesso che toni ritenuti offensivi fossero stati usati in Parlamento.

Andrea Colletti

“Grazie Presidente.
Presidente del Consiglio Letta,
Noi vi conosciamo!
Noi sappiamo chi siete!
Ed è quindi inutile mettere delle facce nuove solo per far vedere che è in atto un cambiamento.
Quando in una parete c’è la muffa, la soluzione è rimuoverla, non passarci sopra la vernice. Perché la muffa, subito dopo, ritorna ancora peggio di prima.
E questo siete voi, una mano di vernice su di un muro già irrimediabilmente rovinato.

Presidente Letta,
Questo Governo odora di democristianità. Odora di intrecci di comitati d’affari quali CL e Compagnia delle Opere.
Visto il Ministro dell’Interno che ha scelto, o che è stato obbligato a scegliere, possiamo ben dire che questo sembra il Governo della trattativa Stato-Mafia. Del bavaglio alla magistratura ed alle opposizioni politiche.
Questo, siamo sicuri, sarà il Governo del salvacondotto giudiziario a Silvio Berlusconi.

Presidente Letta,
sappiamo anche perché Napolitano ha scelto lei.
Lei è l’esemplificazione della trasversalità, degli accordi alle spalle dei cittadini.
E d’altra parte Lei è lo stesso che ha affermato che era meglio votare Berlusconi che il M5S.
Lei è lo stesso che venerava un certo Giulio Andreotti, prescritto per concorso esterno ad associazione mafiosa.

Lei è anche il nipote di Gianni Letta, braccio destro di Berlusconi, amnistiato per finanziamento illecito dei partiti; indagato da varie procure d’Italia.
Tipico intreccio familistico del potere in Italia.

Presidente Letta,
la sua Fondazione Vedrò riceve finanziamenti da aziende praticamente pubbliche come Eni ed Enel. Da ex monopolisti pubblici come Autostrade per l’Italia ed altri ancora.
Ed allora, quando dovrà prendere decisioni difficili, a chi risponderà?
Ai cittadini oppure alle grandi aziende che generosamente la finanziano?
Insomma, Lei riassume quello che è lo status quo in Italia.
La preservazione degli interessi di pochi contro gli interessi della collettività.

Presidente Letta,
noi qui in Aula faremo una opposizione durissima, senza sconti. D’altra parte qui dentro abbiamo dimostrato di essere l’unica vera opposizione.

Ma siamo anche cittadini italiani. E, sinceramente, speriamo, ma non crediamo, che possiate fare qualcosa di positivo per il Paese.
E se ciò dovesse davvero succedere, se quindi riuscirete a fare gli interessi dei cittadini invece che delle lobby che vi sostengono, noi vi appoggeremo convintamente.

Ma se, come crediamo, farete gli interessi dei pochi, noi saremo pronti a stanarvi ed a denunciare pubblicamente ciò che siete e rappresentate!”

Nella pagina Facebook di Colletti si sprecano gli elogi, piu’ o meno tutti su questi toni: “SEI UN MITO!!!!!!!!!!!! da ascoltare e riascoltare!!! VOI SIETE I NOSTRI SUPEREROI!!!! SENZA PAURA CONTINUATE COSì!!!!”



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