Un uomo solo al comando, ma e’ proprio cosi’?

12 novembre 2011
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Miniatura della versione delle 18:17, 5 nov 2006

Mario Monti

«Un uomo solo è al comando; la sua maglia è biancoceleste; il suo nome è Fausto Coppi».
Mario Ferretti, nel 1949, pronunciò questa frase all’inizio della radiocronaca della terz’ultima tappa del Giro d’Italia, poi trionfalmente vinto dall’uomo della Dama Bianca.
Da quel momento, l’espressione è diventata d’uso corrente, a voler testimoniare una visione solipsistica che negli ultimi 17 anni ha trovato il suo acme nell’unto di Arcore. Ma e’ un’impressione in parte sbagliata, l’unto era espressione di forze potentissime, anche di sinistra come il pronto spostamento di sostenitori da quella sponda ha dimostrato quando si trovo’ in difficolta’ con Fini. I tempi non erano evidentemente maturi per altre soluzioni.

Ora, piu’ del passato, bisogna fare i conti con l’assenza di una cultura capitalistica nel nostro paese degna di tale nome,  che ha fatto si che, tra l’altro, per ottenere la pace sociale, si rendesse necessario costruire un castello di carta (debito pubblico), che in queste ore sta crollando. In questo senso, le posizioni di Italia e Grecia, sono equivalenti.

Il concentrarsi di opinioni convergenti sulla figura, indiscutibile, del premier in pectore Mario Monti, è la naturale prosecuzione di questa concezione individualistica e pecoraia insieme, che il paese ha nel suo Dna. Di conseguenza ora arriva il supertecnico per eccellenza (un uomo tra l’altro indicato dallo stesso Berlusconi anni addietro come commissario europeo). Ma la casta, intesa come somma di interessi specifici, fieramente contrapposti a quello generale, non gradisce troppo.
Nessuno vuole perdere il proprio potere, cedere quote di controllo sociale tramite ridimensionamento delle proprie organizzazioni, e soprattutto correre il rischio che aprendo le finestre entri aria fresca, pulite e nuova, che modifichi gli standard elevando il livello di competenza e tagliando fuori le rendite di posizione.

I mercati sono già espressi in merito: Borsa di Milano su nelle ultime 2 sedute, spread a 450 bp, dopo il picco di 575, consenso unanime da leader internazionali economici e politici, da Obama al Fmi, dall’Ue, ai membri del Bric, orientati ad investire sul debito sovrano.

Mario Monti come Fausto Coppi, un uomo solo al comando? Si e no, come si e’ visto.
Se riuscirà a resistere nelle prime tappe del giro che l’attende, quando arriverà al traguardo, lui indosserà la maglia rosa, noi, forse, avremo un pizzico di Pil, uno spread sostenibile, spesa pubblica sotto controllo ed in riduzione, deficit in discesa, ecc…

Francesco Bruni

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One Response to Un uomo solo al comando, ma e’ proprio cosi’?

  1. francesco miglino on 18 novembre 2011 at 20:47

    IL GOVERNO DI MARIO MONTI DEVE DAR CONTO AGLI ITALIANI DELLA SPESA PUBBLICA
    17 novembre 2011

    CHIAMARE GLI ITALIANI A FARE SACRIFICI AL BUIO SENZA DARE LORO CONTO DEL COME, DEL DOVE E DEL CHI SPENDE I LORO CONTRIBUTI FISCALI, E’ UN INTOLLERABILE ATTO DI ESCLUSIONE CHE UN GOVERNO DI “SALUTE PUBBLICA” NON PUO’ E NON DEVE METTERE IN ATTO.

    POICHE’ E’ GIUNTA L’ ORA CHE SI DIA UNA DETTAGLIATA DESCRIZIONE DELLE VOCI DI SPESA, IL PARTITO INTERNETTIANO METTE A DISPOSIZIONE GRATUITAMENTE I PROPRI INGEGNERI INFORMATICI PER LA CREAZIONE DI UN PORTALE CHE PERMETTA AD OGNI CONTRIBUENTE DI SEGUIRE IN TEMPI REALI LE EROGAZIONI DI DENARO PUBBLICO.

    LA CORROTTA E SQUALIFICATA CLASSE POLITICA SI E’ SEMPRE RIFIUTATA DI DARE PUBBLICITA’ ALLA SPESA PUBBLICA CONCEPENDO ADDIRITTURA LA ANTICOSTITUZIONALE PRATICA DEGLI APPALTI SEGRETATI.
    CHE IL GOVERNO DI “SALUTE PUBBLICA” RESTITUISCA AD OGNI CONTRIBUENTE CHIAMATO A FARE SACRIFICI, IL DIRITTO DI CONOSCERE, PARTECIPARE ED INTERVENIRE CON OSSERVAZIONI CONGRUE SUGLI IMPEGNI DEL DENARO DI TUTTI.

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