E ora… il meno e’ fatto!

9 novembre 2011
By

Nel 1910, Rudyard Kipling, consegnò alla storia una degli scritti più citati nella storia della poesia: la lettera al figlio. Per tutti noi, è più conosciuta come “If”, “Se”. Il dettato paterno aveva la funzione pedagogica di indicare al pargolo la via salvifica, per riuscire nella vita, senza dare la colpa agli altri, senza scuse, senza se e senza ma, semplicemente affrontando le conseguenze delle proprie scelte. Giuste e sbagliate. Vincenti e perdenti.

La naturale tendenza capitolina, a volte estesa a modello nazionale, e che trae linfa vitale dal monumentale “Sti cazzi…”, a relativizzare ogni cosa, ha fatto si che l’incipit del brano, …”se riesci a non perdere la testa, quando tutti intorno a te la perdono…… vuol dire che non hai capito la situazione…”, rappresenta bene l’epilogo di un percorso durato 17 anni, e che ha trovato nel pomeriggio di ieri, quando il tabellone elettronico della Camera dei Deputati ha segnato il numero della fine, 308, il suo punto di minimo, come diremmo in termini borsistici. Un paese ridotto a standard nord africani, con lo spread che ieri ha trionfalmente toccato i 500 bp, crescita zero, nessun provvedimento sull’economia, nessuna politica industriale, dei trasporti, per l’ambiente, ricerca e sviluppo, e via dicendo. Niente di niente.

Italia: il governo approva il disegno di legge sulla “regola d’oro”Per carità, prima del 1994, quando il sedicente Napoleone della Brianza rimbecilliva gli italiani con valanghe di tette, calcio, sit com e puttanate varie, la situazione era la medesima, con la crisi del 1992 sostanzialmente simile al quadro attuale: spread alle stelle, 24 gg di crisi, lira fuori dallo Sme, prelievo forzoso del 6 x 1000 dai c/c, e la manovra targata Giuliano Amato di 93.000 miliardi di lire.
A quel punto, il Mosè di Canale 5, aprì le acque e decise, come è noto per amor patrio (…), di occuparsi di noi. I risultati, sono noti. Gli esegeti del più grande miracolo italiano, concorderanno che dopo di lui il diluvio…

A scanso di equivoci, disprezzo profondamente Berlusconi, detesto i suoi metodi, il suo mondo di plastica vuota, la corte di servi e prezzolate che lo circonda. Tuttavia, la sua uscita di scena, creerà problemi seri anche al Pd ed i suoi alleati. Il disastro che lascia in eredità al paese, non è stato prodotto solo da lui, ma anche dall’opposizione, sindacati, industriali, professionisti, e tutte le corporazioni che rappresentano l’architettura di questo paese.

Quando Berlusconi avrà sloggiato da Palazzo Chigi, vedremo cosa sapranno fare gli altri, abituati a vivere di opposizione, senza cultura di governo, senza mai prendere una posizione, inidonei a decidere assumendo l’onere dell’impopolarità.
Gli impegni presi con Ue e Fmi non sono derogabili, rinviabili o negoziabili, se non nei dettagli. La sinistra, finalmente, dovrà scoprire le carte e uscire dal cono d’ombra nel quale ha sempre trovato rifugio.

Economia di mercato, finanza, ritorno sul capitale, democrazia economica: Roubini, sul Corriere, parlando di Alfano faceva notare come fosse totalmente impreparato in materia economica, e quindi inadatto ad assumere ruoli di governo.

Sono epistemologicamente curioso di vedere come farà il Pd a far quadrare il cerchio, dovendo ridurre il debito, abbassare prezzi e tariffe, privatizzare i servizi, modificare il mercato del lavoro e la struttura del welfare.

Il mio amato Schumpeter, parlava di distruzione creativa.

Arriverà anche da noi, si tratterà solo di vedere se, al solito, sarà all’italiana…

Francesco Bruni

Avvertenza: Questo articolo e’ coperto da copyright e non puo’ essere riprodotto in nessuna forma senza l’autorizzazione specifica di BorsaPlus.com, titolare dei diritti. In particolare per questo articolo non e’ stata data alcuna concessione ad altri siti. Pertanto si prega di segnalarci eventuali infrazioni scrivendo a: info@borsaplus.com



Tags:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*




Video A.T.