Miglino: urge una nuova moneta internazionale

25 settembre 2011
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Francesco Miglino ci scrive e noi pubblichiamo il suo contributo. Ovviamente cio’ non vuol dire che siamo d’accordo con quanto dice, ad es. la moneta internazionale non la vuole nessuno e allora come si fa? E poi i cambi fissi (addirittura nessun cambio, come nell’ipotesi, data la moneta unica mondiale) schiacciano i paesi meno attenti ai loro conti. Si finisce cosi’ per penalizzare proprio coloro che si vorrebbe tutelare, i piu’ deboli. Sono elementi noti agli esperti. I cambi fluttuanti sono il male minore. Tant’e’ che alcuni economisti, come Roubini, invitano Grecia e Italia (addirittura) a uscire dall’Euro e questo perche’ la moneta unica e’ fortissima, vista anche la dimensione delle economie che ne fanno parte, ma non lo sono (per diverse ragioni) tutti i paesi che la compongono. Miglino e’ un cattolico e ha anche fondato un partito che si chiama “partitointernettiano” (Borsaplus).

I popoli non debbono essere avviliti e vittimizzzati dal capitale finanziario. Urge una nuova moneta internazionale che scoraggi i flussi speculativi. 

Non il mercato ma le vere democrazie debbono riunirsi a bretton woods per un accordo mirato alla costituzione di un nuovo assetto monetario internazionale.

La nascita di nuovi paesi che giganteggiano nell’ economia mondiale, la proliferazione di strumenti finanziari e la constatazione che gli Stati Uniti non dominano l’ economia globale, come dopo la seconda guerra mondiale, rendono più complesso un possibile concordato per regolamentare efficacemente gli odierni rapporti monetari fra gli stati.

Ma un nuovo accordo di Bretton Woods deve essere possibile poiché l’ attendismo irresponsabile di governi incapaci stà facendo rischiare un terremoto all’ economia mondiale, le cui riserve monetarie in dollari sono pari al 62% , trascinando di conseguenza in voragini senza fondo le economie emergenti. La Cina è vincolata al dollaro per 1150 miliardi di dollari per il solo settore dei buoni del tesoro, come i paesi produttori di petrolio le cui transazioni petrolifere avvengono in dollari.

L’ ultima crisi, che scredita il dollaro, rafforza il convincimento che l’ oro deve essere il riferimento per la soluzione della crisi monetaria internazionale. Alcuni paesi arabi, investitori e speculatori, stanno comperando metallo giallo e la bolla speculativa ha fatto lievitare il prezzo nominale del 368% .

Ma la disponibilità dell’ oro è limitata in rapporto alla mole dell’ attuale commercio internazionale, perciò, per uscire dalle ricorrenti crisi, diventa sempre più attuale ed urgente porre al centro del sistema monetario mondiale il “bancor” proposto da Keynes, sia per scoraggiare i flussi speculativi che per fuoriuscite indebite di fondi.

Ci auguriamo che i politici avveduti, per proteggere la tranquillità dei propri cittadini, optino per una nuova moneta internazionale che blocchi le imprevedibili e devastanti escursioni speculative di chi, disponendo di immense risorse finanziarie, troppo spesso, viola gli assetti costituzionali degli Stati democratici e decide il destino della società civile.

Francesco Miglino



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One Response to Miglino: urge una nuova moneta internazionale

  1. francesco miglino on 23 luglio 2012 at 13:08

    GLI ISLANDESI HANNO SMASCHERATO, DENUNCIATO E FATTO ARRESTARE I PROPRI TRADITORI CHE TENTAVANO DI FAR PAGARE LORO UN DEBITO CONTRATTO DALLE BANCHE. E NOI ITALIANI DA DECENNI INDEBITATI E DEPREDATI DAI CORROTTI PER 60 MILIARDI ALL’ ANNO ?

    GLI ISLANDESI HANNO FATTO INCARCERARE I LORO TRADITORI DOPO AVERLI SMASCHERATI E DENUNCIATI EVITANDO DI VERSARE PER VENT’ANNI LACRIME E SANGUE PER PAGARE UN DEBITO CONTRATTO DALLE BANCHE PRIVATE.

    IN GERMANIA PRIMA DI APPROVARE IL FISCAL COMPACT , SI ATTENDE IL PARERE DELLA CORTE COSTITUZIONALE.

    IN ITALIA, SENZA CONSULTARE ED INFORMARE ALCUNO, BEN 368 DEPUTATI, PAGATI PER DIFENDERE GLI INTERESSI DEI LORO ELETTORI ITALIANI, HANNO VOTATO IL FISCAL COMPACT CHE CI OBBLIGA A VERSARE 50 MILIARDI ALL’ ANNO PER 20 ANNI PER UN DEBITO CHE NON ABBIAMO FATTO NOI CITTADINI.

    E COME SE NON BASTASSE, E’ STATA DATA L’ ADESIONE AL CONTRATTO MES CHE CI OBBLIGA AD AFFIDARE 125 MILIARDI A SCONOSCIUTI CHE:

    -NON RISPONDONO DI FRONTE A NESSUN GIUDICE DELLE LORO AZIONI;

    -CHE POSSONO CHIEDERE QUALSIASI SOMMA AGLI STATI ADERENTI SENZA CHE ALCUNO POSSA OPPORSI.

    IN POCHE PAROLE, SENZA CONSULTARCI, CONSIDERANDOCI POVERI SUDDITI, 368 DEPUTATI SI SONO PERMESSI DI CONCEDERE A SCONOSCIUTI POTERI DI VITA O DI MORTE CIVILE SULLE NOSTRE ESISTENZE.

    E TUTTO CIO’ MENTRE GLI IMBESUITORI DEI MEDIA ASSERVITI ALL’ ABIEZIONE DELL’ INDUSTRA DISTRATTORIA, INVECE DI ALLERTARE GLI ITALIANI, INFIERIVANO ED INFIERISCONO SUI CULTURALMENTE INDIFESI INONDANDO LA LORO TESTA DI ANIMATE DISSERTAZIONI SUI GOL SEGNATI, SULLE SQUADRE PROMOSSE , SUI TIFOSI PROTAGONISTI PER POI PASSARE AI FRIZZI, CANZONETTE, LAZZI E ALLE TRASMISSIONI VISCERALI CHE AIZZANO CONTRO I PROBABILI NEMICI.

    A QUESTO DEGRADO DOBBIAMO REAGIRE INFORMANDO SERIAMENTE GLI ITALIANI SULLE VERE RAGIONI DELLE NOSTRE DISGRAZIE, DANDO I NOMI DEI NOSTRI VERI NEMICI, AUTENTICI TRADITORI DEL NOSTRO PAESE, AL SERVIZIO DI POTERI ANTIDEMOCRATICI CHE HANNO PROGETTATO DI DISTRUGGERE L’ITALIA DOPO LA GRECIA E LA SPAGNA.

    I PARTITI ITALIANI POSTICCI DALLE FINTE OPPOSIZIONI IRRIDONO DA DECENNI I LORO SEGUACI ISTIGANDOLI CONTRO FALSI BERSAGLI.

    SOLO UN PARTITO HA IDENTIFICATO CHI AZIONA LE LEVE PER DISTRUGGERE LE NAZIONI PRIMA INDEBITANDOLE PER POI GETTARLE NELLA MISERIA E DEPREDARLE DEI SUOI BENI.

    E’ IL PARTITO SOCIALDEMOCRATICO TEDESCO CHE AFFERMA: “IL NOSTRO NEMICO NON E’ LA CANCELLERIA MA LA GRANDE FINANZ

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