Tobin Tax: hanno vinto i rivoluzionari di Attac e i francesi

18 agosto 2011
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Attac France

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Nicolas Sarkozy et Angela Merkel hanno fatto sapere all’Europa che si propongono a settembre di dar vita ad una tassa sulle transazioni finanziarie. Diciamo subito a scanso di equivoci che la cosa non ci riguarda personalmente, dato che di operazioni finanziarie, o anche di borsa, non ne facciamo da tempo immemorabile. E diciamo anche perche’. Perche’ non ci fidiamo dei politici, italiani ed europei.

Questa gente si diverte a prendere di petto gli investitori, i piccoli, facendo annunci a sorpresa che possono farti perdere soldi, e parecchi. Tu lavori come un matto, per dire, per tirar fuori dal sito mille euro di pubblicita’, poi dici, adesso vedo se possono farmi arrotondare i guadagni (che non coprono ovviamente neppure una parte decente delle spese), e allora fai prima un’analisi rigorosa degli indici, dei titoli, scopri magari che c’e’ un’opportunita’, entri in borsa, ci metti pure altri quattromila euro, e, Zac!, arriva il politico di turno che fa annunci contro il mercato e tu ci rimetti dalla sera alla mattina il 4-5%.

Ne’ puoi ricorrere alla giustizia, alla Consob, alle associazioni dei consumatori, ecc, perche’ non troverai ascolto. Oltretutto per la vulgata corrente, sei o no, un volgare speculatore?

I rivoluzionari anti-globalizzazione di Attac sono ovviamente al settimo cielo. Dice Aurélie Trouvé, il responsabile francese dell’organizzazione, “Siamo evidentemente soddisfatti, e’ una vittoria del dibattito delle idee: solo poco tempo addietro passavamo per degli idealisti o dei rivoluzionari. Oggi, la proposta di tassare i flussi finanziari e’ ripresa dalla maggior parte dei politici“.

Scrivevamo ieri che la tassa proposta sulle transazioni finanziarie e’ stata la “trovata” finale dell’incontro parigino tra Sarkozy e la Merkel che contribuisce a deprimere i mercati. Avevamo anche fatto una considerazione: nella loro ignoranza, consigliati a dire il vero anche da economisti, si fa per dire, di area keynesiana, questa gente pensa che una tassa sulle transazioni sia un bene per l’economia? Se e’ cosi’ sarebbe una specie di delitto in buona fede, ma se e’, come c’e’ da credere (perche’ c’e’ anche chi dice chiaro e tondo cosa significhi in realta’ questa tassa da tempo), in malafede, e’ solo una prova di demagogia della piu’ bassa lega. Lo abbiamo scritto gia’ cosi’ tante volte che non possiamo fare l’elenco degli articoli, ne linkiamo solo uno, Sarkozy, a quando una tassa sulla demagogia populista?, vecchio di un anno fa, ma quanto mai attuale.

Solo che c’e’ di piu’. Oggi, anzi non da oggi, la borsa scende, scendono i titoli finanziari, grazie ai disastri della politica, aggravati dalle loro “cure”. Dalle news si viene a sapere pero’ che in Mediobanca si rafforza l’asse francese: il gruppo del finanziere Bolloré sale infatti al 5,47% e secondo quanto previsto dall’accordo para-sociale la sua società può arrivare fino al 6%. Prosegue cosi’ la manovra a tenaglia sull’economia e sulla finanza italiane da parte dei francesi: conquistato il polo del lusso, poi quello dell’alimentare, messe le mani nel settore dell’energia, ora e’ la volta della finanza, dove tra banche, assicurazioni e finanziarie la presenza e’ gia’ di tutto rispetto. Il tutto ovviamente nel piu’ assoluto silenzio della nostra connivente classe politica.

Ah! volete sapere quanto quota Mediobanca rispetto al patrimonio netto? 0,77%, mica male no?Sono prezzi di saldo, non sconti. Se i titoli non scendessero ancora poi, sappiamo come si fa, non noi, ma la politica anti-italiana sì, un annuncio, una tassa da mettere si trova sempre, ovviamente con l’aiuto dei rivoluzionari di Attac, cosi’ si devia l’attenzione e ci si copre pure a sinistra, quella estrema che l’altra e’ cosi irrilevante sul piano delle idee che non ci si fa piu’ caso.

Tutto straordinario, evidente, ma a quanto pare solo per noi e per i francesi, del resto non e’ in Francia che e’ nato Cartesio, quello delle “idee chiare e distinte”? Quanto all’Italia siamo i soli cartesiani rimasti, sembra.

LPf – Luciano Priori Friggi ( L_pf@yahoo.it )

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2 Responses to Tobin Tax: hanno vinto i rivoluzionari di Attac e i francesi

  1. Mardio De Felice on 18 agosto 2011 at 15:41

    I giacobini francesi se hanno accolto a braccia aperte gente come Battisti, Pol Pot e il Ruhullah Khomeini figuriamoci se non fanno proprie iniziative radical chich alla Bertinotti.

    • LPF on 18 agosto 2011 at 15:45

      Questi di radical chich non hanno nulla e non hanno neppure una chiesa antinazionale.
      Sarkozy ha vinto con la parola d’ordine “basta con il ’68″ e sta mantenendo la parola, alla grande.
      LPF

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