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Articolo uscito su "Borsa&Finanza" il 20/3/99 Nota preliminare.
L'articolo è un contributo alla ripresa del dibattito sulla teoria di
Elliott. Un precedente e molto più acceso dibattito
(documentazione) avvenne sempre su Borsa&Finanza, in cui ci
si divideva sul tipo di onda in atto al momento. Il Dow Jones non conosce
onde Forse qualcuno, tra gli addetti ai lavori, ricorderà una polemica esplosa su questo giornale qualche anno fa. Si era nel gennaio del '95 e tra alcuni analisti, tutti più o meno elliottisti, si era accesa una polemica furiosa sul conteggio delle onde. La polemica durò settimane. Nessuno allora osò mettere decisamente in discussione la validità della teoria in sé. Anche chi non utilizzava a fini pratici l'approccio elliottista riteneva infatti che questo avesse comunque un suo valore teorico/pratico e che solo le preferenze personali verso altri strumenti dell'analisi tecnica lo portassero ad escluderlo dalla propria strumentazione di lavoro. Chi scrive la pensava diversamente e convinto di poter dare un contributo alla discussione intervenne, sempre su questo giornale, con un articolo di netta stroncatura titolato "Elliott, bello ma inutile". L'accoglienza fu, a dir poco, ostile.
Dal giornale scomparve comunque rapidamente la discussione di cui sopra,
il ché mi convinse ancor di più di essere nel giusto. Mi resi onto tuttavia
che, perché maturasse una diversa consapevolezza, ci sarebbe voluto del
tempo e così sul momento non replicai in alcun modo, anche se il tono
eccessivamente aggressivo di qualche articolo, in replica alle mie argomentazioni,
lo avrebbe meritato.
Insomma l'euforia generalizzata, tipica del raggiungimento della cresta di un'ondata ciclica. Tanto che affermava Pretcher "non c'è alcun dubbio dentro di me che la direzione del prossimo movimento principale di borsa sia al ribasso. Io penso che l'estensione del declino può portare il D. Jones al di sotto di quota 1000 (l'indice oscillava allora intorno al livello 5000/5200,n.d.r.)" e ipotizzando che il picco fosse stato raggiunto nel 1995 la previsione era che la durata del mercato orso si sarebbe estesa fino al 2003. Ma in questo lasso di tempo non si sarebbe toccato che il primo minimo. Perché? Ma perché, diamine, nel Grande Superciclo l'ondata numero uno raggiunge il picco nel 1720 (avete letto bene, millesettecentoventi), mentre la numero due raggiunge il minimo, due anni dopo, nel 1722. Da allora è iniziata l'onda rialzista numero tre, giunta finalmente, nel 1995 al suo culmine. E qui cominciano i guai. L'ondata al ribasso numero quattro è infatti terribile, perché caratterizzata dal "three-wave phenomenon ovvero un triangolo composto da cinque onde, denominate A,B,C,D ed E. Cosicché ci saranno due o tre mercati orso separati da ondate rialziste. Uno dei minimi vedrà sprofondare il D. Jones sotto 400 ". Ovviamente visto che i mercati finanziari crolleranno anche l'economia non godrà di buona salute, tant'è che, sostiene Pretcher, "cadrà nella depressione, perché si sa che nessun Superciclo giunto all'onda quattro, n.d.r.), ha fallito nel produrre una depressione". Non c'è dunque niente da fare? [Sembrerebbe di no perché "i governi non possono influire sui trends; essi non possono cambiare un mercato orso in un mercato toro".]
L'ondata rialzista, culminata nel 1720, si verificò infatti in Inghilterra e fu dovuta a tre fenomeni concomitanti: l'esistenza di un enorme debito pubblico (contratto per una guerra), l'esplosione del fenomeno delle società per azioni e la nascita, nel 1711, della Compagnia dei Mari del Sud. A quest'ultima fu fatto assumere l'intero debito statale, in cambio e della possibilità di emettere azioni e dell'esclusiva del commercio e del traffico con le americhe. Le aspettative, viste le immense ricchezze di cui si favoleggiava per le zone in concessione, erano grandi. C'era un piccolo problema: la Spagna rivendicava per sé l'esclusiva dei commerci per le stesse zone e non concesse più di un viaggio l'anno. Nonostante questo la febbre salì. Il prezzo delle azioni della Compagnia schizzarono in poco tempo da circa 120 sterline a 1000, poi crollarono di colpo, tornando ai livelli di partenza. Se ci si pensa un momento in questa vicenda abbiamo in pratica a che fare con un solo titolo, ma soprattutto con lo Stato che approfitta della buona fede delle persone mettendo in piedi una truffa colossale nel tentativo di liberarsi da un debito spaventoso. Altro che impossibilità dello stato di fare alcunché di fronte all'onnipotenza dei mercati. Ma per Pretcher tutto questo è come se non esistesse e il nostro futuro dovrebbe dipendere da un'ondata truffaldina che comincia tanto tempo fa in Inghilterra e finisce oggi in America. Ma come abbiamo visto tutto questo è normale perché per gli elliottisti ogni onda è dentro "un grande sistema ritmico di onde e cicli" che coinvolge tutto l'universo. Figuriamoci perciò se non si possono mettere in relazione due ondate verificatesi su sponde diverse dell'oceano a più di duecentosettanta anni di distanza. Un'inezia di fronte all'eternità. |
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