|
Lunedi' America International Group (AIG) ha recuperato in parte sulle perdite di venerdi, chiudendo a 25.78 +4.08%, grazie alla vendita a Prudential delle attività nel settore Vita in Asia, per un totale di 35,5 miliardi di dollari.
La scorsa settimana AIG ha presentato alla comunità finanziaria l’ultimo bilancio, risultato non positivo, in un anno che parte sta ha preoccupato non poco gli investitori. I risultati hanno visto una perdita operativa lorda pari a 8,876 miliardi di dollari (ovvero 65,51 dollari per azione) nel 4° trimestre dell’anno fiscale ‘2009 dovuta in parte al rimborso di prestiti statali per interessi e ammortamenti per complessivi 6,2 miliardi di dollari.
Il bilancio seppur nettamente migliore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (quando presentò perdite per 458,99 dollari per azione per complessivi 61,66 miliardi di dollari), è stato al di sotto delle attese degli analisti che stimavano una perdita pari a 3,94 dollari per azione. La perdita netta nell’ultimo trimestre è stata pari a 7,2 miliardi di dollari (o 53,23 dollari per azione).
Al risultato hanno contribuito diversi fattori, tra questi il calo di vendite dei prodotti assicurativi (premi) scesi del 2,2% nell’ultimo anno (per un totale di 6,9 miliardi di dollari) e i pessimi risultati conseguiti dalla divisione finanziaria, in forte perdita in seguito alla sottoscrizione di contratti derivati (come si sa piuttosto rischiosi) che hanno aggravato il bilancio, gia' malmesso per le forti perdite subite nella grande crisi economico-finanziaria della fine del ‘2008.
Poi, in aggiunta, nell’ultimo trimestre AIG si è indebitata di altri 3,1 miliardi con la banca federale di New York per poter rimborsare a sua volta i propri debiti a breve termine.
Dall' ottobre del ‘2008 in poi un pò tutti i settori, ma in particolare quello finanziario e immobiliare, sono stati particolarmente colpiti dalla recessione che ha portato il governo americano a dover aiutare molti settori economici e molte società sull’orlo del collasso. E' il caso di AIG per la quale gli aiuti statali stanziati hanno raggiunto i 182,3 miliardi di dollari, il ché ha avuto come conseguenza l'assunzione di rischio diretto da parte dello stato, divenuto anche azionista per l’80% del patrimonio aziendale complessivo.
Il colosso new-yorkese per cercare di ripagare il più possibile i debiti, e per sopravvivere, sta cercando di vendere le proprie unità funzionali in maggior sofferenza, come “Alico” e “International Lease Finance Corp”, ad altri competitor del settore come “Metlife”.
Secondo la società la vendita delle unità in maggior difficoltà in favore di nuovi business aiuterà a ridurre i debiti della società, pari quasi a 130 miliardi di dollari. Di questi 94,76 miliardi sono di prestiti e interessi e 34,5 miliardi di investimenti diretti da parte dello stato.
Il punto positivo di svolta che fa ben sperare la società per il futuro sta nel settore dei derivati e dei servizi finanziari (seppure il portafoglio nell’ultimo trimestre è leggermente sceso a un totale di 940 miliardi di dollari); infatti questa divisione è finalmente tornata in positivo nell’ultimo trimestre per 92 milioni di dollari, (per 459 complessivi negli ultimi 12 mesi) contro la pesante perdita subita invece nello stesso trimestre dello scorso anno pari a 17,6 miliardi di dollari (per un toale di 40,4 milioni nell’ultimo anno).
Inoltre anche il settore vita e previdenziale fa ben sperare: negli ultimi 12 mesi hanno reso un utile pari a 2,1 miliardi di dollari.
L’amministratore della società Benmosche. nel presentare il bilancio, ha precisato che ha fatto e continuerà a fare il possibile per diminuire i debiti e che la sfida continuerà ancora nei prossimi esercizi nei quali dovranno continuare i miglioramenti reddituali. Questo e' del resto l’unico modo per permettere ad assicurare alla società un certo valore di mercato.
Infatti la redditività aziendale è destinata ancora a subire un lieve calo nell’anno in corso, fanno ben sperare pero' i risultati, già apprezzabili, da parte delle divisioni straniere (ad es. la propria società di assicurazione in SunAmerica ha già superato 1 miliardo di dollari di utili solo nell’ultimo trimestre e 2,3 miliardi negli ultimi 12 mesi).
Inoltre il management aziendale è in procinto di espandersi nell’immediato futuro anche nel mercato asiatico attraverso un’importante ipo (sottoscrizione pubblica di acquisto).
Invece la ripresa nel mercato domestico è vista dalla società ancora debole e dovranno passare all’incirca un anno per una ripresa apprezzabile dei risultati economici anche se nei prossimi 12 mesi la liquidità della società è ritenuta sufficiente per svolgere le sue attività principali.
In definitiva, nel lungo termine la società rimane molto fiduciosa sulle proprie prospettive. Per aumentare la redditivita' aziendale la societa' subirà un processo di ristrutturazione che riguardera' in particolare le proprie dimensioni, per focalizzarsi su attività soprattutto nel settore immobiliare, infortuni e ramo vita.
In conclusione pero' e' bene precisare che dal gigante assicurativo americano fanno sapere che senza ulteriori aiuti dallo stato potrebbere essere messa a rischio la continuità aziendale.
Venerdì il titolo ha chiuso in forte calo: -9,96% a 24,77 dollari. Lunedi' ha recuperato in parte, chiudendo a 25.78 +4.08%, grazie soprattutto alla vendita alla britannica Prudential delle attività nel settore Vita in Asia, per un totale di 35,5 miliardi di dollari, dismissione utilissima per fare cassa per pagare i prestiti.
La quotazione del titolo si mantiene molto al di sopra dei minimi annuali dello scorso marzo di 6,60 dollari, ma ancora e' ancora in deciso ribasso rispetto ai massimi annuali dello scorso 20 agosto, a 55,90 dollari.
 |
Grafico daily ottenuto con il software NIKEborsa (banca dati + dati per un anno + software a 150 euro + iva) |
Gli appuntamenti macroeconomici sono importanti. Vai alla pagina dei dati macro della settimana
|